C’è una certa pace di fondo quando si finiscono di fare le pulizie: si ha per un attimo la sensazione di aver messo ordine anche nella propria testa.

E’ da circa una settimana che mi sto avvicinando al minimalismo come stile di vita e fino ad oggi mi sono limitata semplicemente alla lettura di qualche articolo sul tema (ho trovato dei bei spunti qui, qui e qui).

Ebbene questo pomeriggio, al ritorno dal lavoro, volevo a tutti i costi liberarmi definitivamente di qualcosa, ma pur essendo circondata da una moltitudine di oggetti più o meno (in)utili, non sapevo da dove iniziare. Buttarmi sugli armadi mi pareva un’impresa troppo lunga per un lunedì pomeriggio, così mi sono dedicata al luogo in cui passo la maggior parte del mio tempo (eh…), ovvero la scrivania.

Leo Babauta di Zen Habits afferma che una scrivania ordinata incrementa la produttività e la concentrazione, in quanto ci permette di focalizzare la nostra attenzione su ciò che stiamo facendo evitando le distrazioni visive circostanti. Effettivamente avere in bella vista anche solo una bolletta o una lettera di lamentele scritta dalla vicina di casa potrebbe  in qualche modo “alterare” le capacità lavorative, demotivandoti o facendoti scendere al piano di sotto per chiarire la situazione.

Uno dei metodi che usano i minimalisti per fare ordine è quello di mettersi nei panni di chi sta per fare un trasloco.

  1. Si mette tutto, ma proprio tutto, dentro gli scatoloni
  2. Si tirano fuori le cose di cui si ha strettamente bisogno
  3. Tutto ciò che rimane nelle scatole viene archiviato, rivenduto, regalato o buttato.

Detto, fatto.

Oh mamma, vedere la scrivania completamente vuota è stata per me quasi una visione trascendentale. Non ho mai voluto così tanto prendere un panno, inumidirlo, spruzzarci sopra del detersivo e passarlo lentamente sul grande ripiano di legno. Ero in contemplazione.

Per farvela breve – a proposito devo diventare minimalista anche nello scrivere i post-, non avete idea di quante cose inutili io abbia buttato via. E per inutili intendo dire scontrini, depliant, penne senza inchiostro, post it, fogli, buste e tutta una serie di cose che già da tempo portavano il nome di spazzatura.

Ho poi sistemato il resto e adesso sulla mia scrivania c’è quanto segue:

  • Computer, mouse & tastiera
  • Taccuino
  • iPad
  • iPhone
  • Stampante
  • Portapenne & Portamatite
  • Un contenitore aperto con dentro cuffie, caricabatterie e piccoli oggetti da avere a portata di mano (per esempio le chiavi usb)
  • Una piccola cartella di documenti e materiale cartaceo importante da usare questa settimana

So che c’è ancora qualcosa che potrei togliere dalla mia vista, ma non ho cassetti nella mia scrivania e per adesso questa sistemazione mi va bene. Posso dirvi però con certezza che a conti fatti solo il 30% di quello che c’era prima mi serviva veramente. Ciò non significa che ho buttato via tutto, ho archiviato molte fatture e documenti che non mi servono più (o che so che non userò questa settimana), rimesso al proprio posto cose che non appartengono al mio spazio di lavoro, riciclato carta e selezionato la mia cancelleria. Forse un giorno sulla mia scrivania ci sarà solo il computer, ma al momento so che quello che c’è è per me utile ed importante.

Facendo pulizia mi è venuta in mente una citazione che spesso usavo per giustificare il mio disordine:

Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno allora una scrivania vuota?

Albert Einstein

Questa volta, caro Albert, ti prendo alla lettera: è segno di una mente finalmente un po’ più vuota. E fidati che ne ho bisogno.

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2 pensieri riguardo “Prime prove di minimalismo

  1. Bell’articolo, ho dovuto, obligatoriamente, fare lo stesso esercizio quando ho realizzato un mini appartamento che uso come appoggio a Milano, ne parlo nel mio blog. Data la superficie ridotta, 15 mq anzi per essere precisi 13,5 mq, l’ordine e la razionalizzazione sono dovuti diventare parte di me e ti assicuro che fino ad allora ne erano totalmente estranei!
    Come dici nel tuo articolo è stato liberatorio, quando abito in questa casetta, la mia mente è libera e serena, dovrei riuscire nello stesso esercizio anche nell’altra casa in collina, che definirei l’antitesi in tutto, dimensioni, ordine e razionalizzazione!
    Buone feste.

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