a|grè|ste agg.
fine XIII sec; dal lat. agrĕste(m), der. di ager, agri “campo”.
relativo alla campagna o ai contadini: pace agreste, mondo agreste, danze agresti| pianta agreste, che cresce in campagna nei luoghi incolti

In questo momento della mia vita, dove tutto è confuso e sovraccarico di pensieri, l’unica certezza è il nome che porto. Nomen omen. Nel mio caso c’è sicuramente un presagio e riguarda il mio desiderio di vivere in campagna, con il mio orto e i miei animali. Se poi ci penso meglio, credo che nessun altro nome sia più adatto nel descrivere la mia attuale necessità di tornare alla terra, intesa anche come bisogno di radicamento, stabilità e materialità.

Negli ultimi tempi, il “rumore” di cui mi sono fatta carico è diventato insopportabile. Troppe cose a cui pensare e da fare, troppe parole, voci, immagini, opinioni, lamentele, suoni. Troppo di tutto e quasi niente di ciò che realmente conta. Aggiungi a tutto questo piccoli fallimenti, incidenti di percorso, pagamenti, litigi e uno sguardo al mondo che ci circonda e…ti ritrovi in standby, bloccata in mezzo alla più banale delle azioni quotidiane.

Sono stata costretta a rallentare, a respirare. A pormi domande.

Dove sto andando? Perché sto facendo questa cosa? E’ per me importante? Verso cosa mi conduce? 

Volendo, sul momento, le risposte le avrei avute, ma sarebbero state come sempre superficiali se non vere e proprie giustificazioni. Dico come sempre perchè non è la prima volta che me le pongo, mi è già successo, è capitato anche a voi, no? Il problema è che questa volta non sono riuscita a metterle a tacere, hanno un peso importante e sono estremamente invasive.

A distanza di giorni l’unica risposta decente, seppur sincera, è stata “non lo so”. Ma mentre in passato questo sarebbe stato sufficiente a farmi tornare a ciò che facevo prima, oggi una risposta del genere mi mette estremamente a disagio. Alla soglia dei trent’anni non so dove sto andando, perchè e per chi. Ho questa sensazione di essere completamente disconnessa da ciò che sono e da ciò che sento, esisto nella mia mente ma non nella mia realtà.

La mia missione, ora, è scoprire chi sono, cosa voglio e come posso raggiungere i miei obiettivi. Non voglio più finire nel rumore di prima, voglio sapere esattamente dove sono e perchè sto facendo una determinata cosa. Assieme al mio orto voglio coltivare i miei talenti, le mie relazioni e le mie passioni. Voglio fare pulizia di tutto ciò che è superfluo per lasciar spazio alle cose che per me sono importanti che, guarda un po’, non sono cose.

Tornerò alla terra anche nel giorno della mia morte, e quando questa arriverà voglio sapere Chi è che se ne va e Cosa ha fatto.

Per ora, l’unica cosa che so, è come mi chiamo. E questo è già un buon inizio per il mio nuovo cambiamento.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...